Da Conwy a Bangor

Il nostro viaggio in Galles continua.
La prima notte é andata, tranquilla e silenziosa.
Di prima mattina sistemiamo il letto e dediciamo di fare una passeggiata per il paesino.
Le ultime fotografie al castello e poi ci immergiamo nei vicoli caratteristici e visitiamo il porticciolo, giá visto di notte.

Sembra di essere tornati indietro nel tempo.
Anche in Scozia avevamo provato queste sensazioni, in alcuni luoghi sembra veramente che tutto rimanga statico.
La veritá é che molti posti portano tanta memoria, che rimane presente come una forma di energia, che avvolge e trascina.
Nulla é statico, ma la tranquillitá e la pace di paesini come Conwy ci fa comprendere ancora meglio che la vita va vissuta a pieno, senza affannarsi.
Semplicemente, dobbiamo seguire il nostro percorso con i nostri tempi.

Dedichiamo ancora qualche minuto a questo paesino e poi torniamo alla macchina.
Il viaggio é ancora lungo e abbiamo tante cose da vedere e scoprire.
Iniziamo a fare strada, sempre seguendo la costa.
Arriviamo a Bangor
Arriviamo ad una cittadina, Bangor, famosa per il suo castello.

Dopo una breve sosta al supermercato, fatta colazione, ci dirigiamo verso il parco del castello, dove posteggiamo Mowgli.
Compriamo il biglietto e iniziamo a seguire il percorso.
Le nostre aspettative sono alte, tanto quanto il prezzo del biglietto.
Nella visita é incluso il museo dei treni, che é la prima cosa che visitiamo dopo aver percorso il sentiero che porta direttamente al castello di Penrhyn.
Visitiamo il castello di Penrhyn

Il museo é molto bello, ricco di locomotive che hanno fatto la storia del trasporto e dell’economia britannica.
Scopriamo anche che molte di queste sono state prodotte proprio a Manchester!
Il museo si trova all’interno di un atrio, adibito ad area ristoro.
C’é anche un piccolo bar, con prezzi proibitivi ovviamente, ma noi abbiamo sete e compriamo una lattina di pepsi per rinfrescarci un po’.
Dopo il museo, giriamo intorno al castello per trovare l’entrata.

Da fuori non sembra cosí grande, ma appena entriamo ci rendiamo conto della sua grandezza e della sua bellezza.
Il Castello di Penrhyn é passato sotto la gestione della National Trust, che ne cura ogni aspetto.
Questo perché la proprietá era diventata troppo dispendiosa per i proprietari che l’avevano ereditata, e quindi, per non perdere la sua ricca storia, é stato donato a questo ente che si occupa di custodire e curare tutti i monumenti del Regno Unito.
All’interno é mantenuto proprio bene, con i mobili originali.
E’ possibile visitare la maggior parte delle stanze e anche le cucine.
Le nostre aspettative tuttavia erano molto piú alte, e ne usciamo un po’ delusi.
Perché siamo delusi?

Il primo motivo per cui rimaniamo delusi é che per un prezzo alto bisognerebbe offrire un servizio eccellente anche nella presentazione.
Non ci sono guide che siano in grado di spiegarne la storia.
Le persone vagano come pecorelle smarrite all’interno del castello che ha si qualche indicazione sul percorso da seguire, ma poi si perdono e ad un certo punto non sai piú dove andare.

E’ permesso fare fotografie e video, ma la luce non permette di avere una buona messa a fuoco, e tutto molto soffuso e a volte é difficile notare qualche particolare, anche nei dipinti sulle pareti, perché la luce non é sufficiente.
Nonostante tutto, riusciamo a fare qualche ripresa.
Finiamo il nostro giro e usciamo.
Pausa pranzo
E’ arrivato il momento di fare una pausa e pranzare, ma non vogliamo fermarci lí.
Prima di pranzare facciamo un po’ di strada.
Troviamo una piccola area di sosta dove molti parcheggiano.
Ci fermiamo anche noi e scopriamo che c’é un fiume che passa da lí e la gente del luogo vive questo spazio per fare dello sport, picnic o passeggiare i propri amici a quattro zampe.
Prendiamo il necessario dalla macchina e organizziamo velocemente un picnic anche noi.

Vito subito si adopera per cucinare, mentre io sistemo le sedie e mi godo un po’ di sole.
Il menu di oggi é pasta con il sugo.
Ci godiamo ancora un po’ questo momento di pace e di relax e ci ricarichiamo per riprendere il viaggio.
Questo secondo giorno é stato ancora piú intenso e ricco del primo.

Lungo la strada abbiamo visto paesaggi stupendi e ci siamo anche fermati per osservare il tramonto.
Adesso peró é ora di trovare un altro posto dove fermarci per la notte.
Siamo giunti a New Quay, dove troviamo una spiaggia immensa e tanti ragazzi attorno ai falò.
Ne troviamo uno ancora acceso e improvvisiamo una “arrustuta” palermitana, ma questa é un’atra storia…
